giovedì 6 ottobre 2011

Diritti patrimoniali e non patrimoniali, diritti disponibili e indisponibili, la potestà e gli interessi legittimi e le situazioni oggettive passive

Oggi durante l'ora di diritto abbiamo letto sul nostro libro i diritti patrimoniali e non patrimoniali, i diritti assoluti e relativi, i diritti disponibili e indisponibili, le potestà e gli interessi legittimi e le situazioni soggettive passive.

Diritti patrimoniali e non patrimoniali:

patrimoniali sono detti i diritti che hanno per oggetto interessi di natura economica. Questi a loro volta vengono divisi in diritti reali e di credito:

- i diritti reali sono i diritti sulle cose e il loro nome deriva dal latino res che significa cosa. Il principale tra questi è il diritto di proprietà;

- i diritti di credito o di obbligazione sono quei diritti che attribuiscono al creditore la possibilità di pretendere dal debitore una certa prestazione, come il pagamento di una somma di denaro, l'esecuzione di un lavoro, il rilascio di un bene e così via;

Non patrimoniali sono i diritti che hanno per oggetto interessi di natura prevalentemente non economica. Sono tali i cosiddetti diritti della personalità come il diritto alla vita, all'integrità fisica, all'onore e i diritti di famiglia (cioè quelli che spettano a un soggetto nei confronti dei componenti della famiglia a cui appartiene).

Diritti assoluti e relativi:

assoluti sono i diritti che attribuiscono al titolare una protezione nei confronti di ogni soggetto. Per esempio, il diritto alla vita è assoluto in quanto tutti debbono astenersi dall'attentare alla vita delle persone; il diritto di proprietà è ugualmente assoluto perchè tutti debbono astenersi dal turbare il godimento di questo diritto. Nell'ambito dei diritti assoluti rientrano sia i diritti reali, sia i diritti della personalità.

Relativi sono i diritti che possono essere fatti valere solo nei confronti di (o relativamente) alcuni soggetti determinati. Per esempio, se il nostro debitore ci deve del denaro, possiamo far valere il nostro diritto solo nei suoi confronti; se il nostro coniuge non contribuisce ai bisogni della famiglia (come prevede l'art. 143 c.c.) possiamo far valere il nostro diritto solo nei suoi confronti.

Diritti disponibili e indisponibili:

disponibili sono i diritti che possono essere trasferiti ad altri, gratuitamente o dietro compenso. Per esempio tutti sappiamo che possiamo trasferire il nostro diritto di proprietà sulle cose vendendole, donandole o lasciandole in eredità e ciò significa che la proprietà è un diritto disponibile.

Indisponibili sono quei diritti che tutelano alcuni fondamentali valori umani e sociali. Vi rientrano i diritti politici (non può, per esempio, essere ceduto ad altri il proprio diritto di voto); i diritti della personalità, come il diritto alla vita, al nome, all'integrità fisica; alcuni diritti di natura familiare, come il diritto dei figli alla educazione e al mantenimento.

Le potestà e gli interessi legittimi:

la tutela degli interessi che fanno capo ai soggetti, non sempre si risolve nell'attribuzione di un diritto soggettivo. L'ordinamento prevede altre <> che prendono il nome di:

- potestà;
- interessi legittimi;

Vediamo di che cosa si tratta.

La potestà:

immaginiamo che un bambino non voglia andare a scuola o non voglia sottoporsi alle vaccinazioni obbligatorie. I genitori non solo hanno il potere di costringerlo ad andare a scuola e vaccinarsi, ma hanno anche il dovere di farlo.
Questa posizione giuridica in cui un soggetto (nel nostro caso il genitore) può e deve fare certe cose non nel proprio interesse ma nell'interesse di un altro soggetto, si chiama potestà.

La potestà è un complesso di poteri e di doveri accordati a un soggetto per la tutela di un interesse altrui.

Nel diritto privato le potestà sono piuttosto limitate e per lo più concentrate nel campo dei rapporti familiari. Nel diritto pubblico, invece, sono piuttosto diffuse. Qualsiasi pubblico potere si configura, infatti, come una potestà. Per esempio, quando un vigile urbano vede un ragazzo alzarsi sulla ruota posteriore del motorino mentre è in marcia, egli non solo ha il potere di fermarlo, ma ha anche il dovere di farlo nell'interesse dello sciocco ragazzo e della collettività.

L'interesse legittimo:

immaginiamo di aver sostenuto un esame di maturità e di essere stati sfortunatamente respinti. Immaginiamo anche che a porci domande e ad ascoltare le nostre risposte sia stato un solo professore, essendosi allontanati gli altri membri della commissione. Questo comportamento dei commissari, è del tutto irregolare, potrebbe averci danneggiato perchè un giudizio collegiale avrebbe potuto porre in evidenza alcuni aspetti della nostra preparazione idonei a farci promuovere. Che cosa possiamo fare?Sicuramente non possiamo sostenere di avere diritto alla promozione perchè anche la commissione al completo avrebbe potuto esprimere un parere negativo in tal senso. Però sicuramente avremmo avuto interesse a essere sottoposti a un esame regolare. L'ordinamento chiama questa nostra posizione interesse legittimo.

L'interesse legittimo è l'interesse del soggetto a che gli organi della pubblica amministrazione svolgano la loro funzione nel rispetto delle norme giuridiche poste per disciplinare la loro attività.

La violazione dell'interesse legittimo può dar luogo a riparazioni di vario genere. Nel caso considerato potremmo chiedere e ottenere la ripetizione dell'esame con una commissione al completo.

Le situazioni soggettive passive:

in ogni rapporto giuridico compare sempre una parte attiva e una parte passiva.

La parte attiva, come abbiamo appena appreso, può avere titolare di un diritto soggettivo, di una potestà o di un interesse legittimo.

La parte passiva, al contrario, può trovarsi gravata da:

- un obbligo;
- un dovere;
- una soggezione.

Nel linguaggio corrente i termini dovere e obbligo sono spesso utilizzati come sinonimi. Nel linguaggio giuridico, invece, vengono talvolta usati per indicare situazioni diverse.

mercoledì 5 ottobre 2011

Riassunto del primo canto dell'inferno

A metà della strada mi ritrovai a vagare all'interno di una foresta buia, poichè avevo smarrito la via del bene.

"Hai di quanto penosa difficile è descrivere la selva orrida e difficile a percorrersi che solo a ripensarvi ricrea in me la condizione di paura e di angoscia che vi provai".

"Io non so ora che racconto ciò che mi capitò, riferire come io penetrai dentro la selva, tanto ero assonnato, nel momento in cui abbandonai la via della verità".

Il sonno di cui parla il poeta è la premessa della caduta dei valori morali e religiosi. Il peccato si configura come una sorta di assonnante carenza di vigilanza e di chiarezza. Ma appena giunsi ai piedi di un colle, là dove terminava quella valle che mi aveva oppresso il cuore di paura, guardai in alto e vidi le sue pendici già illuminati dai raggi del sole che conduce l'uomo sulla retta via ovunque si trovi. La retta via è la via della virtù. Allora si placò un po' di quella paura che avevo accumulato nel profondo del cuore per tutto quel tempo buio che io vissi con tanta angoscia. E come lui (il naufrago) che uscito con il respiro affannoso dal mare sulla riva, si volge e guarda quell'acqua pericolosa, così il mio animo, che ancora fuggiva, si volse indietro a guardare quella selva (il mare e l'errore, oscura perchè non spende il sole segno del bene e di Dio), da cui nessuno era mai uscito vivo. Dopo che ebbi riposato un poco il corpo stanco, ripresi il cammino in quel luogo solitario e il mio piede fermo era quello che stava più basso. Ed ecco, quasi all'inizio della salita, una lonza agile e molto veloce (identifica la lussuria), ricoperta da un pelo macchiettato, e non mi si toglieva davanti il volto, anzi impediva tanto il mio cammino, che più volte stetti per tornare indietro, dopo essermi girato. Era il primo mattino e il sole affacciava nel cielo quelle stelle che già erano accanto a lui quando Dio, per amore, diede la prima spinta (nell'alto della creazione) a quei bei corpi celesti, così che mi inducevano a sperare in bene, riguardo a quella fiera dalla pelle maculata, l'ora mattutina e la stagione primaverile, ma non del tutto, perchè mi rinnovò la paura la vista di un leone (identifica la violenza). Questo sembrava che venisse contro di me con la testa alta e la fama rabbiosa. Sì che anche l'aria ne avesse paura. Ed una lupa (identifica la cupidigia e l'avarizia) che nella sua magrezza sembrava carica di tutti gli appetiti, questa mi causò tale sgomento, con la paura che sprigionava la sua presenza, così io persi la speranza di salire sul colle e come colui che accumula sempre maggiore ricchezza (l'avaro) se giunge il momento che perde tutto piange e si angustia in tutti i suoi pensieri, così mi ridusse quella fiera inquieta. Mentre io precipitavo verso il basso mi apparve dinnanzi gli occhi chi per un lungo silenzio appariva evanescente. Quando vidi costui in quel luogo solitario li gridai "abbi pietà di me chiunque tu sia spirito o uomo reale!". Mi rispose: "non sono uomo, ma lo fui, i miei genitori furono lombardi ed entrambi di Mantova. Nacque al tempo di Giulio Cesare, ma nell'ultimo suo periodo, e vissi a Roma sotto il grande Augusto al tempo dei falsi e dei pagani, fui poeta e cantai la storia di quel giusto figlio di Anchise (Enea) che fuggì da Troia quando fu incendiata. "Ma tu perchè ritorni verso tanta angoscia? Perchè non sali sul colle siede di beatitudine?". Oh, tu sei dunque quel Virgilio famoso saggio e poeta. Conviene trovare un altro cammino, no la via diretta al monte, perchè la lupa impedisce il cammino verso la virtù e la felicità. Molti sono gli uomini che si uniscono al vizio della cupidigia della lupa fino a quando un veltro (cane da caccia, un imperatore) la ucciderà (personaggio provvidenziale inviato da Dio a ristabilire l'ordine del mondo). Questo veltro non si nutrirà di possesso di terre o denaro, ma solo di valori supremi (sapienza, amore e virtù) che vincerà la cupidigia, massimo ostacolo alla giustizia. Da qui, umile l'Italia con i suoi eroi Camilla e Uralio e Niso morti nel conflitto tra i troiani e i latini per la supremazia del lazio. Virgilio poi dice a Dante che lo porterà via da lì in salvo attraverso un'altra strada non terrena. "Sentirai Dante le disperate grida di chi è dannato" dalla seconda morte (cioè quella dell'anima) perchè la prima morte è quella del corpo, e vedrai le anime del purgatorio che invece sono contente pur essendo nel fuoco della purificazione, perchè è sicura la speranza. Poi se vorrai vedrai il paradiso perchè gli altri due regni (inferno e purgatorio) sono necessari alla salvezza. Alle porte del paradiso troverai Beatrice a guidarti (la virtù dell'uomo è Virgilio, la luce divina è Beatrice). Per Virgilio che non seguì la legge di Cristo, perchè vissuto prima, è preclusa l'entrata in paradiso. Virgilio porterà Dante alla porta del purgatorio (la porta di San Pietro). "Allor si mosse, è l'ultimo verso e come il primo indica un cammino, ma dal cammino nell'oscurità o nell'angoscia si giunge al cammino della salvezza che lo porterà dalla miseria alla felicità.

Alcuni appunti di informatica

Oggi durante l'ora di informatica ho preso degli appunti su ciò che è stato spiegato oggi dall'insegnante.

Di seguito vi riporto le due foto relative a tali appunti.


venerdì 30 settembre 2011

l'Iva: caratteristiche, presupposti di applicazione e classificazioni delle operazioni

Oggi durante l'ora di economia aziendale abbiamo letto il primo capitolo riguardante le caratteristiche, i presupposti di applicazione e classificazioni delle operazioni dell'Iva.

Le caratteristiche dell'Iva:

nel biennio sono state esaminate le caratteristiche dell'Iva, la classificazione delle operazioni ai fini della relativa applicazione e principali documenti della compravendita. In questa sede, dopo aver richiamato sinteticamente i concetti fondamentali già appresi, affronteremo e approfondiremo aspetti riguardanti l'imposta analizzando, in particolare, la registrazione delle operazioni e le liquidazioni periodiche.

<> (art. 1 D.p.r. 26/10/1972 n. 633).

L'Iva è la principale imposta indiretta del nostro sistema tributario. Ricordiamo che si tratta di un'imposta indiretta poichè colpisce i consumi, cioè la ricchezza nel momento in cui viene utilizzata.

Le sue caratteristiche fondamentali sono:
- la generalità: colpisce numerosissime operazioni e interessa l'intera collettività.
- l'incidenza sui consumi: grava completamente sui consumatori finali.
- la proporzionalità: si calcola applicando aliquote differenziate ma costanti;
- la neutralità: a parità di valore aggiunto complessivo, l'ammontare dell'imposta è indipendente dal numero dei trasferimenti subiti dalla merce prima di giungere al consumatore finale;
- il frazionamento del versamento: viene versata, da tutti i soggetti che intervengono nel processo produttivo, sull'incremento di valore che i beni oggetto di scambio subiscono in ogni passaggio produttivo.

Il valore aggiunto è la differenza tra il ricavo dei beni e dei servizi venduti in un determinato periodo di tempo e il costo dei beni e dei servizi acquistati e impiegati per produrli.

Esso esprime, quindi, l'incremento di valore che i beni e i servizi subiscono in un passaggio produttivo.
Poichè non è possibile stabilire quali siano esattamente i beni e i servizi impiegati per la realizzazione di un determinato prodotto e, quindi, individuare il valore aggiunto attribuibile ai singoli prodotti, ai fini fiscali si fa riferimento all'entità complessiva delle operazioni effettuate da un determinato soggetto in un certo periodo di tempo.


Ciascun operatore economico che interviene in qualunque fase del ciclo produttivo e distributivo provvede al versamento dell'imposta proporzionalmente al valore aggiunto che lui stesso produce.
Si realizza in tal modo il frazionamento del versamento dell'Iva, fermo restando che l'imposta grava esclusivamente sul consumatore finale.

Il meccanismo con il quale l'Iva sugli acquisti viene detratta da quella sulle vendite per determinare l'imposta da versare allo Stato prende il nome di deduzione imposta da imposta.

I presupposti di applicazione dell'imposta:

L'art. I D.p.r. 633/1972 stabilisce i presupposti dell'Iva, cioè le circostanze che devono contemporaneamente sussistere affinchè l'imposta sia applicata.

Essi sono:
- il presupposto oggettivo: l'operazione deve essere una cessione di beni o una prestazione di servizi;
- il presupposto soggettivo: l'operazione deve essere effettuata da un imprenditore, un artista o un professionista (soggetti Iva);
- il presupposto territoriale: le cessioni di beni e le prestazioni di servizi devono essere effettuate nel territorio dello Stato. A questo proposito, la normativa distingue fra:
- scambi nazionali, che avvengono nel territorio dello Stato italiano;
- scambi intracomunitari, cioè tra Paesi membri dell'Unione europea (Ue);
- scambi extracomunitari, che comprendono le importazioni (merci provenienti da Paesi extra Ue) e le esportazioni (merci destinate a Paesi extra Ue).

Nel presente volume ci occupiamo dell'Iva applicata negli scambi nazionali, rinviando la disciplina dell'imposta relativa al commercio internazionale agli anni successivi.

I presupposti indicati devono sussistere contemporaneamente; la mancanza di uno solo di essi determina l'esclusione dell'operazione dal campo applicazione dell'imposta.

Un'eccezione è costituita dalle importazioni, che devono essere assoggettate a Iva anche in assenza del presupposto soggettivo, cioè se sono effettuate da privati non imprenditori.

La classificazione delle operazioni commerciali ai fini Iva:

la normativa Iva (D.p.r. 633/1972 cui d'ora in poi faremo riferimento) distingue le operazioni commerciali in due gruppi.

1) Operazioni che rientrano nel campo di applicazione dell'imposta (operazioni Iva), in quanto sussistono contemporaneamente i presupposti oggettivo, soggettivo e territoriale.
Esse sono soggette ad obblighi previsti dalla normativa Iva (principalmente, fatturazione e registrazione).

All'interno di questo gruppo è necessario distinguere tra:
- operazioni imponibili;
- operazioni non imponibili;
- operazioni esenti.

Le operazioni imponibili sono caratterizzate dall'applicazione dell'imposta sulla base delle aliquote fissate dalla legge e sono soggette agli obblighi di fatturazione e di registrazione.

Le operazioni non imponibili, invece, sono cessioni di beni o prestazioni di servizi alle quali l'Iva non viene applicata per ragioni di differente natura. Esempi di operazioni non imponibili sono:

- le esportazioni (art. 8), denominante in linguaggio tecnico cessioni all'esportazione;
- i servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali (art. 9).

Tali operazioni, anche se non comprendono l'applicazione dell'Iva, sono soggette agli obblighi di fatturazione e di registrazione.

Le operazioni esenti (elencate nell'art. 10), pur presentando tutti i presupposti di applicazione, non vengono associate all'Iva per scelte di politica economica o per ragioni di carattere sociale. Rientrano, ad esempio, in questa categoria:

- le operazioni di credito e finanziamento e le dilatazioni di pagamento;
- le prestazioni relative a contratti di assicurazione;
- le prestazioni mediche;
- gli affitti di immobili non strumentali.

Le operazioni esenti, come le precedenti, devono essere fatturate e registrate. I contribuenti tuttavia, a norma dell'art. 36 bis e previa comunicazione all'Agenzia delle entrate, sono dispensati dagli obblighi di fatturazione e di registrazione.

Operazioni che non rientrano nel campo di applicazione dell'imposta (operazioni non Iva) per la mancanza di uno dei requisiti essenziali (operazioni escluse), o per espressa previsione legislativa (operazioni estranee).

I principali casi di operazioni escluse, elencati nell'art. 15, sono i seguenti:

- gli interessi di mora per ritardi nell'esecuzione di contratti;
- le somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in norme e per conto della controparte, purchè documentate;
- l'importo degli imballaggi e dei recipienti, quando ne è pattuita la restituzione.

Per tali operazioni non sussiste l'obbligo di fatturazione; esse, inoltre, non rientrano nel calcolo del volume d'affari dell'azienda.

Il contribuente ha l'obbligo di emettere una fattura ogni volta che pone in essere un'operazione rilevante ai fini Iva (imponibile, non imponibile o esente).

La legge presta particolare attenzione al momento di effettuazione delle operazioni (il cosiddetto momento impositivo), poichè esso genera l'obbligo di emettere la fattura. L'art. 6 D.p.r. 633/1972 prevede, che:

le cessioni di beni si considerano effettuate al momento della:

- stipulazione del contratto, se riguardano beni immobili;
- consegna o della spedizione, se riguardano beni mobili;

le prestazioni di servizi si considerano effettuate all'atto del pagamento del corrispettivo, a prescindere dal momento in cui l'operazione viene ultimata.

Se anteriormente al verificarsi dei suddetti eventi o indipendentemente da essi, è emessa fattura o è pagato totalmente o parzialmente il corrispettivo, l'operazione si considera effettuata, limitatamente all'importo fatturato o pagato, alla data della fattura o a quella del pagamento. In base a tale disposizione, il ricevimento di un acconto sul pagamento di merci da parte di un cliente determina l'obbligo di emettere la fattura, con il conseguente addebito dell'Iva.
La fattura definitiva che viene emessa all'atto della consegna delle merci deve tener conto, ovviamente, dell'acconto già ricevuto, addebitando l'Iva sul residuo corrispettivo.

Le aliquote Iva:

l'Iva si basa su un sistema di aliquote differenziate, a seconda dei beni o servizi ai quali deve essere applicata. Esse sono soggette a variazioni, in relazione alla necessità dello Stato di aumentare le entrate tributarie e all'esigenza di armonizzarle con quelle applicate negli altri Paesi aderenti all'Unione Europea.

giovedì 29 settembre 2011

Schema della fattura

Oggi ho deciso di postare lo schema della fattura.

Tale schema tratta ciò che deve andare prima della base imponibile e ciò che deve andare dopo aver calcolato la base imponibile (rispettando ovviamente l'ordine).

Questo è lo schema della fattura che deve essere eseguito per ordine partendo dal numero 1.

1) Quantità x Prezzo unitario

2) Eventuali sconti

3) Spese forfetarie (o non documentate) es. trasporto con automezzo del venditore

4) Base imponibile

5) Iva

6) Spese documentate (es. trasporto a mezzo vettore, ecc.)

7) Cauzioni (x imballo a rendere)

8) Interessi

9) Totale fattura

Formule delle rette

Oggi durante l'ora di matematica l'insegnante ha scritto alla lavagna le formule per trovare le determinate rette.

Di seguito vi riporto tali formule che sono state scritte alla lavagna.

martedì 27 settembre 2011

Distanza di un punto dalla retta

Oggi durante l'ora di matematica l'insegnante ha spiegato la distanza di un punto dalla retta.

Di seguito vi riporto la formula e un esempio per calcolare la distanza di un punto dalla retta.