martedì 21 febbraio 2012

Il costo fisso, variabile, medio, marginale e totale

Oggi durante l'ora di economia politica abbiamo letto le pagine relative al costo fisso, variabile, medio, marginale e totale.

Vi riassumo brevemente ciò che abbiamo letto, spiegandovi i concetti del costo fisso, variabile, medio, marginale e totale.

I costi fissi sono quelli che non variano al variare della quantità prodotta.

Sono tali, ad esempio, i costi per l'assicurazione, i canoni di affitto, gli interessi pagati alle banche per i finanziamenti concessi, le quote di ammortamento dei macchinari, etc.

I costi variabili variano in funzione della quantità prodotta.

Sono variabili i costi per le materie prime, per l'energia, per la manodopera, etc.

Pensiamo ai costi che deve sopportare l'impresa produttrice di gelati per i coni, lo zucchero, l'energia elettrica: essi dipendono direttamente dalla quantità di gelati prodotti. Tuttavia, le spese per l'acquisto di questi fattori produttivi non aumentano in maniera uniforme. Quando la produzione è pari a zero essi sono nulli. Nella fase iniziale della produzione aumentano piuttosto lentamente, con incrementi meno che proporzionali, quindi sempre più rapidamente, sino al punto di subire incrementi elevatissimi anche al minimo aumento produttivo.

Il costo unitario medio o costo medio è dato dal rapporto tra il costo totale e la quantità prodotta.

Le variazioni del valore del costo medio, all'aumentare della produzione, sono influenzate sia dalla componente dei costi fissi, sia da quella dei costi variabili.
Il costo medio ha un andamento piuttosto regolare che segue l'aumento di produzione: dapprima diminuisce decisamente, per effetto della ripartizione dei costi fissi su un maggior numero di prodotti e delle economie interne; quindi, a partire dal livello produttivo in cui cessano gli effetti benefici delle economie interne, le diminuzioni si fanno più modeste, fino a un punto minimo in corrispondenza del quale il costo medio comincia a crescere. L'inversione di andamento si spiega con il fatto che le diminuzioni sul costo per unità di prodotto dovute alla ripartizione dei costi fissi, non bastano più a compensare gli aumenti dei costi variabili che, come sappiamo, quando hanno raggiunto un certo livello di sfruttamento degli impianti cominciano a crescere sensibilmente.

Formula del costo medio: CUM = CT/Q

Il costo marginale corrisponde alla variazione del costo totale che deriva dalla produzione di una unità aggiuntiva di prodotto.

Formula del costo marginale: CMg = CT - CT (n - 1)

Anche il costo marginale segue l'aumentare della produzione con andamento prima decrescente e poi crescente, ma l'intensità delle variazioni è decisamente più repentina. Infatti, nel costo marginale la componente dei costi fissi non esercita alcuna influenza: le variazioni dipendono esclusivamente dai costi variabili.

Il costo totale è l'insieme dei costi fissi e dei costi variabili che può definirsi, dunque, come l'insieme delle spese sostenute dall'imprenditore per realizzare l'intera produzione.

Formula del costo totale: CT = CF + CV

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